Senna e la sindrome degli antenati
Dal sito: ItaliaNotizie di Anna Pullace
23 maggio 1993: Ayrton Senna, 3 volte campione del mondo di F1 morto il primo maggio 1994 sul circuito di Imola, vince il suo sesto gran premio di Montecarlo.
23 maggio 2008: Bruno Senna, 24enne nipote del mitico pilota brasiliano, vince a Montecarlo la prima delle 2 prove settimanali della Gp2.
E’ una coincidenza davvero sconcertante che un evento così particolare, a 15 anni di distanza, sia rivissuto, nello stesso giorno dello stesso mese, da un familiare. Bruno Senna aveva 11 anni quando suo zio Ayrton morì in un incidente durante il Gp di San Marino il primo maggio 1994. La mamma, Viviane, sorella del grande campione brasiliano, confessa che è colpa sua se il figlio, promessa dell’automobilismo, è entrato tardi nel mondo delle corse. “Dopo la morte di Ayrton non abbiamo mai parlato di F1 in casa, in modo che il piccolo Bruno non crescesse condizionato”. Fare finta di niente però non è servito, perché il “piccolo Bruno”, legatissimo allo zio, a 18 anni annuncia che il suo sogno è correre.
Viviane cerca di ostacolarlo per 2 anni, poi deve arrendersi, perché la passione del figlio è grande e anche il talento, come ha dimostrato in questi 4 anni. Bruno somiglia moltissimo allo zio. “Mi ricorda Ayrton - ammette la madre – per i valori che lo motivano”. La sorella Bianca, sua manager, trova che la vittoria di un altro Senna a Montecarlo sia una cosa magica. Già, magica ma strabiliante per la coincidenza della data. Il mistero della ripetizione delle date nelle storie familiari è stato indagato da Anne Ancelin Schutzenberger, novantenne professoressa emerita dell’università di Nizza, che nel suo libro La sindrome degli antenati (Di Renzo Editore), ormai alla sua 15esima edizione, ha cercato di spiegare come gli esseri umani non sono che anelli in una catena di generazioni e spesso sono vittime di traumi ed eventi già vissuti dagli antenati.
La psicoterapeuta parigina ha condotto ricerche negli archivi di comuni francesi e canadesi alla ricerca di rapporti in cui sono riportate date di malattie e di operazioni, date di nascita, di morte, di incidenti, di matrimoni e altri eventi. Le sue conclusioni sono che la sindrome esiste realmente e che c’è un’evidenza scientifica che mette in relazione i traumi o i grandi eventi familiari e le date in cui si verificano, come se ci fosse una memoria inconscia che si trasmette inconsapevolmente attraverso le generazioni e, per quanto riguarda gli episodi negativi, può creare paure, insicurezze e fragilità mentale.
A noi piace pensare, invece, che in casi come questo dei Senna, ci sia una continuità fra le generazioni, come un passaggio di testimone fra padri e figli, in cui si riprende un percorso interrotto, a volte tragicamente. Un altro esempio di strane coincidenze o giochi del destino, rimanendo nel mondo dei motori, riguarda Jacques Villeneuve, figlio dell’indimenticabile Gilles, morto durante le qualifiche del Gp del Belgio nel 1982. Al suo esordio in formula Indy il numero estratto a sorte per la sua auto è stato il 12, lo stesso con cui suo padre è diventato famoso per le sue prodezze in F1, mentre nella stagione successiva gli è toccato il numero 27 che è quello legato agli anni di Gilles in Ferrari con cui è entrato nella leggenda.